Sean
Penn il non-divo
Lentamente,
senza sgomitare, in punta di Penn, e scegliendo solo film di cui non vergognarsi coi
nipoti, lo Sean più amato dopo Connery sta sostituendo - nei cuori e negli occhi di chi
al cinema ci va per amore e solo per amore - il grande Bob De Niro. E un non-divo schivo e
schietto Sean Penn, sposato con un'attrice (Robin Wright) altrettanto libera e allergica
allo starsystem. Le cronache spesso tramandano la leggenda che sul set sia intrattabile,
irascibile e un pò "rompi...", e lui se ne frega: tanto è già su un altro
set, in un altro film, da un'altra parte. È amico di Bruce Springsteen e di Jack
Nicholson. E stato candidato all'Oscar per l'insostenibile Matthew Poncelet di "Dead
Man Walking". Ha già vinto una "Palma" a Cannes (per "She's
So Lovely") e un "Leone" a Venezia (per "Hurlyburly").
Ha diretto due film belli e impossibili (per il "grande pubblico"), "The
Indian Runner" e "The Crossing Guard", cinema che scava, che
scuote, che spiazza (e ne sta girando un altro, tratto dal romanzo di Friedrich Durrenmatt
"La promessa", con un cast di attori assolutamente "penniani": Jack
Nicholson, Harry Dean Stanton, Sam Shepard, Benicio Del Toro, Mickey Rourke e la moglie
Robin Wright). L'anno scorso ha trascorso qualche settimana in Toscana per le riprese di "Una
notte per decidere" di Philip Haas. E quindi, è approdato alla corte di Woody
Allen e tutti non dicevano I love you. Ma il suo Emmet Ray di "Accordi e
disaccordi" è della razza dei personaggi che non si dimenticano: guardatelo
negli occhi mentre cerca il punto di riferimento della sua straordinaria follia.
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